Cosa avremmo fatto senza giovani in questi giorni? Sicuramente avremmo perso un aiuto importante! Ed è importante notare che lo sforzo di tutti questi volontari si è subito rivolto alle persone in difficoltà e agli istituti di cultura, soprattutto alle biblioteche e alle librerie.
A proposito di libri, perché tutti questi archivi al piano terra? Perché per tanti anni non gli si è dato spazio, preferendo destinare palazzi dismessi al turismo piuttosto che per ampliare le biblioteche. O perché i fondi degli istituti non bastano per consolidare gli antichi spazi. Così i tagli sulla cultura portano preziosi spartiti e collezioni librarie a essere scaffalate ai piani bassi, con le conseguenze che ora constatiamo.
Sarà il clima imprevedibile? Ma il disinteresse per questi luoghi è in parte la causa.
Questa tragedia avvenuta ci mostra due risorse importantissime che dobbiamo ricominciare a riconoscere e che possiamo tornare a valorizzare con una nuova legge speciale.
La prima sta nell’immenso patrimonio che ci è stato tramandato, che può diventare un investimento capace anche di dare lavoro a tanti giovani nel settore della conservazione e del restauro, rilanciando Venezia come città della cultura e smettendo di accettare il turismo come unico destino. Un rilancio della cultura per dare valore al nostro passato e prenderci cura del nostro futuro, e non come sola esibizione al presente.
La seconda risorsa sono le nuove generazioni che ci stanno mostrando l’importanza dell’ambiente e delle nostre ricchezze culturali. Sono i giovani che Venezia spinge fuori e che nonostante ciò si sono organizzati per venire ad aiutare.
Serve cambiare atteggiamento e guardare con altri occhi ai giovani, che forse la sera fanno anche un po’ di confusione, ma danno energia e amore a questa città.
I giovani meritano case e spazi, non meritano stanze a prezzi esosi e una città che non offre nulla più di tanti bar. Trattiamo bene questa risorsa di bellezza e vitalità che serve a questa città come il pane. Senza di loro Venezia davvero muore.
Ci credevamo prima e ci crediamo ancor di più dopo il 12 novembre, serve un cambio di prospettiva ed è il momento giusto per abbandonare le vecchie politiche che guardano solo al presente dimenticando il domani. E voi cosa ne pensate?

cosa ne pensi?

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