Riannodare i fili, lettera aperta

Care e cari amici,

UACP non si è dissolta anzi, ora più che mai, sentiamo il bisogno di riannodare i fili, di riattivare la nostra comunità e la nostra capacità di tessere relazioni, di ascoltarci e di sentirci in questi giorni di forzato isolamento dove tuttavia molto accade e molte decisioni vengono prese a porte chiuse e riguardano la vita dei cittadini, la loro salute ma anche il loro benessere sociale, economico e psicologico.

Vogliamo esprimere innanzitutto la nostra vicinanza e solidarietà a tutte le persone che stanno in prima linea nell’affrontare l’emergenza e nei confronti di chi vive momenti di disagio sociale, economico, psicologico; c’è però anche un urgente bisogno di ricostruire uno “spazio pubblico”, per quanto possibile di questi tempi, sia per scambiarci riflessioni ed analisi sia per far sentire la nostra voce sui problemi di oggi e sui modi con cui la città debba uscire dall’emergenza, non ricadendo negli errori, nelle storture economiche e climatiche e nelle profonde disuguaglianze che, come è sotto gli occhi di tutti, rendono la crisi sanitaria un boomerang sociale devastante.

Abbiamo deciso di essere un soggetto politico e dobbiamo prepararci collettivamente a far fronte a queste fragilità e ad un deciso cambio di paradigma sistemico. Con un mix di “visionarietà” e “prossimità” occorre agire da subito su temi urgenti e contemporaneamente pensare al dopo-crisi, riprogettando la città in tutti i suoi aspetti, perché questa emergenza sta dimostrando come un’altra città non è solo possibile ma è davvero necessaria.

Come dunque possiamo costruire lo “spazio pubblico” ed essere attivi, così da non subire l’assenza di luoghi di socialità e dibattito?

Abbiamo cominciato a relazionarci su piattaforme che permettono di proseguire le nostre riunioni vedendoci e ascoltandoci e che consentono la partecipazione di un numero assai esteso di persone. Non sarà mai come ritrovarci insieme, i corpi, i visi, hanno linguaggi insostituibili, ma è un’ottima mediazione e ci permette di riflettere insieme, di progettare interventi e prendere decisioni. E stiamo pensando a come attivare nuovi canali di comunicazione con tutti voi e con i molti che ci hanno seguito sino a ora, hanno partecipato alla costruzione di UACP, ai laboratori tematici e con quanti vogliano mettersi in gioco.

Vogliamo inoltre riprendere i contatti con tutte associazioni di base, a partire da alcune vertenze ancora attive sul territorio (es. Parco Marzenego, inceneritore di Fusina, e la questione ambientale, della casa, della salute, del lavoro…) in relazione ad alcuni temi “forti” (che già caratterizzavano il nostro manifesto) e che oggi appaiono drammaticamente “urgenti” per proporre una visione e pratiche alternative (es: su sanità, ambiente, lavoro/economia, casa).

C’è bisogno di uscire con una presa di parola pubblica: per pungolare le istituzioni comunali perché siano attive e rispondano in maniera adeguata all’emergenza, facendo proposte su modalità anche innovative, e soprattutto per esercitare un’azione di controllo affinché gli aiuti economici che saranno erogati vadano davvero a persone in difficoltà economiche e con totale trasparenza.

In questo frangente monitorare l’indirizzo delle risorse e pertanto il bilancio di previsione comunale di prossima attuazione risulta un obiettivo fondamentale.

Questi sono i primi orientamenti scaturiti dalle recenti riunioni e scambi tra di noi, ora lanciamo a tutti voi l’invito a seguirci e a partecipare attivamente. UACP vuole ripartire di slancio!

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