Inceneritore di Fusina: bloccare le autorizzazioni e riaprire la discussione sulla gestione dei rifiuti 

UACP sostiene le posizioni dei comitati contro l’inceneritore di Fusina, come già dichiarato all’incontro pubblico del 4 febbraio a Mestre e promuove la petizione per richiedere il ritiro del progetto (potete trovarla e firmare qui http://www.opzionezero.org/2020/03/29/parte-la-petizione-firma-contro-linceneritore-di-fusina/).
La gestione dei rifiuti parte dalla loro prevenzione e prosegue con il riutilizzo e la riparazione di beni che non trasformiamo in rifiuti. Infine, quando siamo costretti ad abbandonare qualcosa, dobbiamo consentire che possa essere riciclato facendo già a casa nostra una buona raccolta differenziata.
Tutti questi passaggi nel nostro Comune possono e devono essere migliorati. Come si può fare? Estendendo il “porta a porta”, non solo a Venezia ma anche in Terraferma e nelle isole; migliorando la raccolta delle varie frazioni (basta pensare che incredibilmente oggi nella città d’acqua non si raccoglie ancora l’umido); istituendo centri di raccolta e centri del riuso.
Quali sono allora secondo UACP le indicazioni che per il prossimo mandato amministrativo il Comune dovrebbe dare a Veritas?
  1. Introdurre un sistema di misurazione e attribuzione alle singole utenze del rifiuto prodotto, per poter applicare la tariffa in modo puntuale. Vuol dire che non pagheremmo più sulla base delle superfici delle nostre case o attività, ma anche sulla base della nostra produzione dei rifiuti. In particolare, del residuo indifferenziato che si vorrebbe bruciare nell’inceneritore di Fusina, migliorando al contempo la qualità della raccolta differenziata e aumentando la quantità di rifiuti avviati a riciclo.
  2. Avviare progetti e sistemi di riduzione dei rifiuti, dai centri del riuso al compostaggio di comunità.
  3. Spazzare via ogni ipotesi di incenerimento dei rifiuti, sia per non esporre la popolazione a rischi per la salute, sia perché dal punto di vista energetico il riciclaggio è più conveniente dell’incenerimento (anche con recupero di energia). L’idea stessa di immettere calore in atmosfera è antitetica alla lotta al riscaldamento globale, alla quale invece concorre positivamente la produzione del compost, che va riportata a Fusina. Infatti, usare il compost in agricoltura porta al cosi detto “sequestro di carbonio” nel suolo.
Pensiamo perciò che bisogna partire dalla moratoria della costruzione del nuovo inceneritore di Fusina e che la popolazione vada coinvolta da Comune e Veritas nel valutare le possibili soluzioni impiantistiche per lo smaltimento a partire da tre condizioni:
  1. escludere l’incenerimento;
  2. essere dimensionata sul fabbisogno del bacino, che oggi è di 150.000 t/anno ma può essere ampiamente ridotto;
  3. assegnare a Veritas obiettivi di prevenzione, riutilizzo, raccolta differenziata e riciclo vincolanti che riducano il rifiuto da smaltire.
Per informazioni più dettagliate sul progetto di inceneritore di Fusina si rimanda a: www.opzionezero.org, noinceneritorefusina@gmail.com

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