Case popolari.

Promuoviamo l’iniziativa di Sacca Fisola portata avanti dal Coordinamento inquilini/e Erp, qui con un approfondimento di Patrizia Veclani di OCIO: Osservatorio CIvicO sulla casa e la residenza – Venezia
A che punto siamo con le case popolari?
Come vi ricorderete, nel luglio 2019 si è fatto un gran parlare delle case popolari poiché ha trovato una prima applicazione la nuova legge regionale sull’Edilizia residenziale pubblica (Erp, la n. 39 del 2017). Migliaia di famiglie inquiline hanno ricevuto lettere di preavviso di sfratto e consistenti aumenti dei canoni d’affitto; si sono organizzati comitati di inquilini nei diversi quartieri del Comune e in tutta la regione che hanno chiesto spiegazioni ad Ater, Regione e Comune, mettendo in luce gli aspetti più ingiusti della nuova legge, e chiedendone la modifica quando non il ritiro.
Dapprima la Regione si è arroccata in una posizione di rifiuto al dialogo per poi, dopo alcuni mesi, apportare alcuni correttivi alla legge. I correttivi riguardano vari aspetti: innanzitutto la soglia di Isee-Erp (misuratore della condizione socioeconomica) per la permanenza dell’alloggio, che da 20.000 è stata portata a 26.000 euro, ma per chi è un vecchio inquilino a 35.000. Gli inquilini disabili o anziani, poi, vengono preservati dalla decadenza ma solo se la disabilità e la “vecchiaia” erano possedute prima dell’1 luglio 2019. Un altro correttivo riguarda i canoni di affitto che, in base a un meccanismo piuttosto complesso, il cosiddetto “algoritmo”, la legge avvicina ai canoni di mercato e ora dovrebbero vedere un piccolo aggiustamento di cui ancora però non si conosce l’entità. I nuclei fragilissimi di anziani over 75 con un reddito fino ai 6.000 euro annui vedranno l’applicazione del canone minimo ma non tutti gli altri nuclei fragilissimi.
Queste modifiche sono giudicate insufficienti dagli inquilini oltre che inique perché portano ulteriore disuguaglianza tra famiglie con le stesse necessità. Per di più, restano intatti alcuni nodi chiave della legge contestata, soprattutto la limitazione a 5 anni dei contratti e le soglie di permanenza basate su l’indicatore Isee-Erp invece delle effettive possibilità della famiglia di sostenere un alloggio di mercato. Per questo, mercoledì 5 febbraio hanno convocato un’assemblea a Sacca Fisola per discutere di questi temi.
A questo link un ulteriore approfondimento http://bit.ly/falsaripartenza

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