Cosa è che mette insieme la cura per le aree verdi, la difesa del patrimonio pubblico e della laguna? L’attenzione ai beni comuni. Una parola un po’ tecnica che indica in sostanza quei beni pubblici che per la loro importanza le comunità riconoscono come propri e che decidono di tutelare. Laguna, aree verdi, patrimonio pubblico, lavoro e qualità di vita delle persone sono beni comuni che riconosciamo e vogliamo tutelare.
Un’Altra Città Possibile è un progetto che nasce nell’alveo delle associazioni del territorio. E oggi, aprendo alla comunità delle città di terra e di mare, sta nascendo un programma in vista delle elezioni, per dare vero valore a ciò che conta senza tante chiacchiere sopra. Ciò non significa essere contro il turismo e lo sviluppo ma PER un turismo e uno sviluppo attento alla laguna, alle aree verdi, al patrimonio pubblico, al lavoro e alla qualità di vita!
Nei tavoli di studio avviati coi laboratori si stanno pensando concrete misure di riconversione dell’esistente monoeconomia turistica, rispettose della dimensione sociale, occupazionale e culturale del fenomeno, che va gestito nella sua complessità. Il programma proporrà misure ma soprattutto un diverso approccio, dove prevarrà lo studio e non l’ideologia e dove si metterà al centro il benessere della cittadinanza.
Per questo con il nostro nascente programma chiediamo che la nuova amministrazione cessi la svendita del patrimonio pubblico e investa nella residenzialità. Chiediamo che venga istituito il Parco della Laguna, avendo il coraggio di dire “fuori le grandi navi dalla laguna”!
Vogliamo che al verde delle nostre città sia data pari importanza che alle altre grandi infrastrutture, pensando ad una “infrastruttura verde”, che collega e implementa le aree verdi esistenti, anche in ottica di riduzione dell’inquinamento e degli effetti delle inondazioni che presto o tardi aumenteranno.
Vogliamo un’amministrazione che ascolti e partecipi ai progetti partecipati delle comunità, perché la ricchezza che possono dare le comunità è grande. Le istituzioni che non ascoltano, che abbandonano o privatizzano, privano la comunità dei suoi beni. La ricchezza che deriva dalla gestione dei beni comuni da parte delle comunità non è solo economica ma lo è anche. E può creare indotti in termini economici e insieme sociali e di salute della collettività ben superiori a una toppa messa sopra ad un buco di bilancio incolmabile.
Questo ed altro sta emergendo dai nostri tavoli, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti noi per scongiurare l’avvento di un altro sindaco decisionista e im-prenditore.
E voi che ne pensate? Cosa c’è di importante nelle nostre città che vorreste salvare?

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