Appunti di Discussione

Le competenze e le esperienze del mondo associativo che sono emerse rispetto alle aree tematiche evidenziate segnalano i seguenti aspetti:

Beni Comuni.

1

Luoghi abbandonati.

Come contrastare l’abbandono di edifici a seguito di investimenti
fallimentari che crea luoghi degradati, zone urbane desolate e brutte.
2

Patrimonio pubblico immobiliare.

La continua svendita di palazzi pubblici o aree urbane impoverisce la città e sottrae bellezza all’uso pubblico. Potrebbe invece essere uno stimolo per attività produttive sostenibili e valorizzazione culturale di edifici.
3

Patrimonio pubblico immobiliare per la residenza.

Case degli enti, del demanio, del Comune: sfitte e lasciate vuote si degradano sempre più. Per superare la forbice tra assistenza e sfruttamento quali sono le vie per il recupero e una rinnovata funzione abitativa.
4

Laguna di Venezia e patrimonio fluviale.

Tutela della biodiversità e dei saperi d’acqua dopo il Mose; difesa della laguna; argini e bacini della rete fluviale.
5

Luoghi a potenziale sviluppo sociale, culturale, economico

Arsenale di Venezia come parte viva della città, sottratto alla speculazione, testimonianza attiva della radice storica e culturale della città, e possibile polo produttivo che valorizzi i mestieri storici di Venezia sulle imbarcazioni

Area Italgas. Edifici e parco di rara biodiversità, polmone verde affacciato sui binari dismessi.

Porto Marghera. Un patrimonio degradato di architettura industriale e nuovi insediamenti produttivi. Quali strade per introdurre innovazione sostenibile e altre possibilità di recupero dell’area.

Forte Marghera. Un grande spazio di socialità soprattutto giovanili, attività artigianali, manifestazioni culturali e musicali.

Vivibilità.

1

Abitare.

Venezia e anche Mestre espellono i suoi abitanti per mancanza di politiche residenziali di contrasto allo spopolamento e l’assenza di edilizia pubblica. L’incremento eccessivo e non regolato di locazioni turistiche, con una rendita fondiaria priva di regole, rende la città solo a misura di chi transita e consuma.
2

Ambiente.

la qualità urbana richiede attive e immediate misure di contrasto al cambiamento climatico e piantumazione di alberi; un freno della cementificazione a uso turistico che sta soffocando la zona attorno alla ferrovia di Mestre; politiche di sostegno alla mobilità pubblica per diminuire il traffico e l’inquinamento che produce. Controllo attento della qualità dell’aria.
3

Lavoro.

la città deve offrire opportunità di lavoro dignitoso e tutelato per tutti, promuovendo in particolare il mantenimento dei mestieri tradizionali, che caratterizzano la storia del territorio, e insieme nuovi lavori di economia sostenibile e alta tecnologia, economia sostenibile; artigianato di qualità e investimenti nei mestieri legati alla cultura: conservazione, restauro, valorizzazione del patrimonio culturale.
4

Sicurezza, solidarietà e inclusione sociale.

Una città in cui si vive bene offre misure per aiutare i singoli cittadini ad affrontare malattia e vecchiaia, difficoltà della vita come la perdita del lavoro o le proprie disabilità con un adeguato piano di welfare, ma mette in campo anche politiche che favoriscano l’inclusione e la partecipazione sociale tali da contrastare la marginalizzazione e l’esplodere delle tensioni sociali, specie verso nuovi residenti. Una città accogliente che sviluppa il senso di comunità incrementa la sicurezza di tutti.
5

Sanità e servizi.

La struttura ospedaliera, già carente per la chiusura dell’Ospedale al Mare che serviva le isole, deve essere difesa e rilanciata e così i presidi decentrati nel territorio; vanno sostenuti i negozi di vicinato che sono in via di estinzione, anche a causa dello sviluppo dei centri commerciali, con grave disagio degli anziani e delle persone con disagi motori, i mercatini rionali e le reti dei GAS.
6

Turismo.

Il turismo sregolato soffoca la vita della città, stravolge ritmi e funzioni; il residente diviene un ospite quasi sgradito. Da risorsa diviene motore di distruzione della città come comunità reale e della sua struttura urbanistica.
7

Trasporti.

Privilegiare i mezzi di trasporti pubblici è una misura fondamentare per far decrescere l’inquinamento e la presenza massiccia di automobili e parcheggi nel paesaggio urbano. Il traffico acqueo in laguna, di merci e persone, è altamente inquinante e caotico. Specialmente le navi da crociera producono emissioni nocive e alterazioni dei fondali. Lo sviluppo di piste ciclabili favorisce una mobilità sostenibile e piacevole.
8

Verde, parchi, aree di sosta e panchine.

Il verde non è semplice arredo ma benessere reale, argine al cambiamento climatico, oasi di silenzio e ascolto della natura, agevola la socializzazione; panchine e zone verdi diventano luoghi di incontro e di ossigenazione della comunità. I parchi, gli orti urbani, fanno da contrappunto al cemento e riportano il paesaggio a un equilibrio indispensabile.

Pratiche di Democrazia.

1

Decentramento e ascolto della cittadinanza.

Restituire alle Municipalità le prerogative e le deleghe che avevano all’origine è un buon passo per riannodare le relazioni con i cittadini. Un efficace decentramento è uno strumento che favorisce il colloquio tra cittadini e pubblica amministrazione così come il ripristino di Forum e Consulte su temi specifici.
2

Democrazia partecipativa.

Percorsi di condivisione e soluzione dei problemi e dei conflitti urbani, strumenti democratici per pervenire a scelte condivise e orientare decisioni condivise su obiettivi e risorse pubbliche. In particolare si evidenziano strumenti il bilancio partecipativo, la
trasparenza della pianificazione pubblica e dei suoi obiettivi, individuando le priorità e i bisogni della comunità l’analisi del debito e una diversa gestione delle società partecipate, ora svincolate dal controllo democratico e dai vincoli di bilancio.
3

Spazi pubblici.

La città non è solo un insieme di palazzi, piazze, vie o luoghi dedicati al consumo: ha bisogno di spazi di incontro, di socialità, di crescita culturale e di stimoli alla partecipazione alla vita collettiva. Luoghi dove si coltiva e si ascolta l’anima della comunità e si stimola l’attività associativa.
4

Alfabetizzazione alla democrazia partecipativa.

La partecipazione alla vita della città e ai processi decisionali ha bisogno di conoscenze e strumenti, di ascolto del parere degli altri e di metodi per condividere, oltre il populismo e di formazione e spazi adeguati.